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POLPO

Octopus vulgaris Cuvier

Cro.: Hobotnica, tracán. Dan.: Blæksprutte. Fra.: Pieuvre. Gre.: Octapodi, Alidóna. Ing.: Common octopus. Nor.: Blekksprut. Ola.: Kraak, inktvis. Por.: Polvo. Spa.: Pulpo. Ted.: Krake, Tintefisch.

NOMI DIALETTALI

Questa specie è anche conosciuta come Polipo, che però in lingua italiana indica lo stadio fisso dei Celenterati (Corallo rosso, Anemoni, ecc.). I nomi dialettali nelle regioni italiane in letteratura per indicare questa specie sono: Fulbo, Fulpo (Abruzzo); Purpu verace (Calabria); Purpo verace, Purpo `e scoglio (Campania); Fèulp (Emilia); Folpo, Folpo-tòdaro (Friuli Venezia Giulia); Polpo di scoglio, Porpo di scoglio (Lazio); P™rpo, Purpo (Liguria); Folpo (Marche); Vurpe, Vurpo (Puglia); Purpu, Pruppu (Sicilia); Pruppuéru, Pruppu-i-terra (Sardegna); Polpo di scoglio, Porpo di scoglio (Toscana); Folpo-toto (Veneto).

DOVE VIVE

Il Polpo vive su fondi costieri, rocciosi, sabbiosi o a praterie di Posidonia, fino ad una profondità di circa 100 m. Gli adulti si spostano in acque più profonde all'inizio dell'autunno, seguiti (novembre-dicembre) dagli individui più giovani.

COME VIVE

Octopus vulgaris è un animale solitario, molto legato al suo territorio. Effettua piccole migrazioni stagionali, in risposta alle variazioni di temperatura, essendo inattivo a temperature inferiori a 7 °C.

LA RIPRODUZIONE

Il Polpo ha sessi separati. I maschi sono di maggiori dimensioni ed hanno un braccio (ectocotilo) modificato all'estremità in una sorta di spatola che ha la funzione di introdurre lo sperma contenuto in sacchetti (spermatofora) nel corpo della femmina. Il periodo riproduttivo è in primavera ed autunno (massimi: aprile-maggio ed ottobre). Le femmine producono da 50.000 a 100.000 uova di circa 2 mm di diametro, deponendole in cordoni gelatinosi, che attaccano a supporti solidi. Alla schiusa, le larve sono pelagiche, e dopo circa 40 giorni prendono contatto con il fondo.

COSA MANGIA

La dieta del Polpo è composta di Molluschi bivalvi e Crostacei.

COME RICONOSCERLA

Il Polpo è un Mollusco con corpo ovale, globoso a forma di sacco, privo di pinne. La testa ed il corpo, robusti e muscolosi e fusi in una struttura chiamata mantello, sono ben distinguibili, per una evidente strozzatura. Ai lati della testa, sono evidenti occhi piccoli, sporgenti lateralmente e sormontati da due protuberanze. Nella parte posteriore del mantello sono presenti da 7 a 11 lamelle branchiali (non visibili all'esterno) ed un sifone per espellere l'acqua (espirazione e locomozione). Non ha conchiglia cornea interna. Dal mantello, partono 8 tentacoli muniti di due file di ventose, raggiate e prive di denticoli, che nelle braccia laterali dei maschi sono di dimensioni mag-giori. Al centro delle braccia, è situata la bocca. Le braccia sono di lunghezza e spessore simile, ad eccezione del braccio modificato nei maschi che è lungo circa il 25% in meno.I tentacoli non sono retrattili. La lunghezza totale del corpo è circa 25-20% di quelle delle braccia. Il Polpo può cambiare colore mediante speciali cellule (cromatofori), utilizzati per la trasmissione di segnali (corteggiamento, accoppiamento, lotta tra maschi, ecc.) e per mimetizzarsi con il fondale. La colorazione prende diverse sfumature (dal grigio al giallastro con macchie brunastre, rossastre o verdastre). La superficie ventrale è biancastra ed iridiscente.La lunghezza massima raggiunta da questa specie è circa 1 m (mantello di 23 cm) con peso di 10 kg; comuni sono gli individui di 10-15 cm (mantello) e peso da 1 a 3 kg.

COME DISTINGUERLA DALLE SPECIE SIMILI

Tra le specie di Polpo che vivono nel Mediterraneo, due presentano somiglianze con O. vulgaris (O macropus e O. membranaceus). I caratteri che permettono la distinzione di O. vulgaris da queste specie sono legate alla diversa colorazione e lunghezza dell'ectocotilo. Il Polpo può essere anche confuso in età giovanile con un altro frequentatore

dei nostri mari, il Moscardino (E. cirrhosa ed E. moschata) da cui può essere distinto per la presenza sulle braccia di due file di ventose (una sola fila in E. cirrhosa ed E. moschata).

DIFFUSIONE E PESCA

Il Polpo è comune lungo le nostre coste ed è ampiamente presente nell'intero bacino del Mediterraneo. Octopus vulgaris è una specie cosmopolita, con una distribuzione che va dall'Oceano Indiano, al Pacifico fino all'Atlantico orientale (dal Mare del Nord al Sud Africa) ed occidentale, dal New Jersey al Brasile.Il Polpo è catturato in maniera professionale con reti a strascico, attrezzi da posta (reti, nasse, ecc.), ami (polpara), e utilizzando fonti luminose. Una pesca tradizionale è quella, effettuata da maggio a settembre, con anfore di terracotta, o in modo più artigianale con barattoli, in cui viene sfruttata l'abitudine, in particolare dei piccoli polpi, di nascondersi cercando riparo.Octopus vulgaris nel 1986 e nel 1995 ha raggiunto rispettivamente il 12° ed l'11° posto della speciale classifica delle prime 50 specie prodotte in Italia. La produzione è passata dalle 11.540 tonnellate prodotte nel 1986, alle 10.348 tonnellate del 1995 (dati FAO, elaborazione ISMEA).

MERCATO

Octopus vulgaris è commercializzato fresco e congelato. Le famiglie italiane nel 1998 hanno acquistato 8.932 tonnellate di polpi freschi, con una diminuzione del 10.3 % rispetto al 1997.Il prezzo medio al chilogrammo nel 1998 è stato di 13.794 lire, con un aumento del 9.4 % rispetto al 1997 (ISMEA-Nielsen).

CONSUMO

Il Polpo, conosciuto ed apprezzato dai consumatori fin dall'antichità, è raffigurato già in piatti di epoca Attica. Scene di lotta tra polpi ed aragoste abbellivano, come ricorda lo scrittore latino Plinio, i mosaici di Aquileia e di Pompei. Octopus vulgaris ha carni gustose e dal punto di vista nutrizionale è una specie con buon contenuto in sali minerali. Infatti, 100 grammi di parte edibile (carni) di Polpo fresco contengono 11.77 g di proteine, 1.11 g di grassi e 1.67 g di carboidrati, 160 mg di Calcio e 210 mg di Fosforo e vitamina B1 e B2 in tracce.